I presidenti di Patto Italia e del Centro Studi Rinascimento Nazionale chiedono di difendere la preferenza unica e invitano Futuro Nazionale a promuovere iniziative politiche e simboliche sulla riforma elettorale.La riforma elettorale torna al centro del dibattito politico e, con essa, il tema del voto di preferenza. Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori e fondatore di Patto Italia, e Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale, intervengono con una presa di posizione netta contro qualsiasi ipotesi di compromesso sul sistema delle preferenze.

In un comunicato congiunto, i due esponenti sostengono che il voto di preferenza rappresenti “un elemento basilare di civiltà democratica” e ribadiscono il sostegno alla preferenza unica, ritenuta lo strumento più efficace per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti.Ruvolo e Sforzini: “Restituire ai cittadini il diritto di scegliere”Secondo Ruvolo e Sforzini, la posizione di Patto Italia e del Centro Studi Rinascimento Nazionale coincide pienamente con quella di Futuro Nazionale sulla necessità di reintrodurre un rapporto diretto tra elettori ed eletti.I due presidenti evidenziano come, negli ultimi anni, il ruolo delle segreterie di partito abbia progressivamente ridotto il peso della volontà popolare nella selezione della classe dirigente, contribuendo ad alimentare la sfiducia nei confronti della politica e il crescente fenomeno dell’astensionismo.”La preferenza unica – sostengono – consentirebbe di ricostruire il legame tra cittadini e istituzioni nel rispetto del principio costituzionale della sovranità popolare”.L’appello a Futuro Nazionale: “Continuare la battaglia in Parlamento”Nel comunicato viene rivolto anche un appello diretto a Futuro Nazionale affinché mantenga alta l’attenzione sul tema durante l’iter della riforma elettorale attualmente all’esame della Camera dei deputati.Ruvolo e Sforzini chiedono che il movimento continui ad alimentare il confronto politico “dentro e fuori il Parlamento”, promuovendo iniziative definite “forti, simboliche e non violente” per riportare il dibattito pubblico sulle preferenze al centro dell’agenda politica.Tra le proposte avanzate compare anche quella di una possibile “occupazione politica” del Parlamento e, simbolicamente, dei banchi del Governo, qualora fosse necessario per difendere quella che definiscono una battaglia fondamentale per la qualità della democrazia italiana.Riforma elettorale e voto di preferenza, il dibattito resta apertoL’intervento di Ruvolo e Sforzini si inserisce nel confronto sulla riforma elettorale, un tema che continua a dividere il panorama politico, compresa la maggioranza di governo. Il nodo del voto di preferenza resta infatti uno degli aspetti più discussi del progetto di modifica della legge elettorale, con posizioni differenti tra partiti e movimenti politici.Per i firmatari del comunicato, tuttavia, su questo punto non possono esserci mediazioni: la possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i propri rappresentanti viene considerata una condizione essenziale per rafforzare la partecipazione democratica e ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
