Per diventare Stati membri dell’Ue, i Paesi candidati devono soddisfare delle condizioni essenziali che vengono definite criteri di adesione o criteri di Copenaghen del 1993.
Uno dei CRITERI DI COPENAGHEN sono proprio lo Stato di diritto e tutela delle minoranze.
Oggi i mainstream ci parlano che dovrebbe essere presentata dalla Commissione al Consiglio Affari generali del 16 giugno, in modo che poi sulla questione si possa esprimere il summit dei leader in programma il 18 e 19 nel merito della adesione Ucraina in Ue.
In particolare, quindi, l’Ucraina: aveva presentato una domanda di adesione all’Ue nel febbraio 2022; È diventata un Paese candidato a giugno 2022; I negoziati di adesione sono sono stati avviati a giugno 2024.
Il loro obbiettivo è far entrare Ucraina in Ue dove si intensificato il dibattito su una possibile adesione accelerata dell’Ucraina all’UE entro il 2027.
Si è dibattuto ultimamente che l’Unione Europea potrebbe avviare a giugno i negoziati per l’adesione dell’Ucraina. La Commissione intende sbloccare il primo capitolo il 16 giugno, dopo anni di ostacoli legati all’Ungheria con il diritto di veto del governo Viktor Orbán con il cambio di governo il nuovo premier Magayer ci si avvia al sblocco dei fondi dei 90 miliardi di prestito ad Ucraina che erano stati congelati e oggi si dimostra che non c’è Nessun legame tra lo sblocco dei fondi Ue congelati e l’adesione dell’Ucraina’.
la presunta apertura del nuovo premier ungherese, Peter Magyar, a togliere il veto imposto dal suo predecessore Viktor Orban,
anche se fino a oggi non si registrano aperture ufficiali di Budapest che sta portando avanti contrattazioni serrate con l’Ue per sbloccare i fondi congelati.
il principale nodo politico tra i due Paesi, già esistente ai tempi di Viktor Orban, resta dunque anche con il suo successore: l’attuale premier ritiene essenziale un’intesa per dare l’ok. resta dunque anche con il suo successore: il dossier delle comunità magiare della Transcarpazia, oblast ucraino che confina con l’Ungheria e appartenente a Kiev dal 1991, è centrale nella posizione di Budapest sull’adesione. “Sono in corso i colloqui con l’Ucraina sui diritti della minoranza ungherese della Transcarpazia e i negoziati stanno procedendo in modo incoraggiante”, ha sottolineato Magyar.
Oggi
l’Ue cala la maschera: perché in realtà l’ingresso dell’Ucraina è ancora lontano. L’ipotesi? Un’adesione “fake” proposta da Berlino
Ricordiamo le parole del leader di Azione, Carlo Calenda, che nel 2022, durante un’intervista andata in onda su Canale 5, affermò: «L’Ucraina non ha nessuna delle condizioni che le consentano di entrare nel processo di ammissione all’UE. Se continuiamo ad allargare l’Unione Europea, non costruiremo un’Unione più forte».
Lo stesso che aveva dichiarato come ospite del programma Otto e Mezzo su La7.
Alla domanda della giornalista Lilli Gruber “Perché dovrebbero votare lei se non governerà mai?”, Calenda ha replicato: “Perché sono l’unico europeista che difende l’Ucraina.
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